Non fare il bagno dopo mangiato è un’eccessiva prudenza, una leggenda metropolitana o è una buona pratica? Da sempre le mamme impediscono ai figli di tuffarsi in mare subito dopo aver consumato il pasto e i pediatri concordano con questa linea pur sottolineando che la prima regola da seguire è il buon senso.

Bambini che giocano sul mare: è pericoloso fare il bagno dopo mangiato?

Fare il bagno dopo mangiato: perché è pericoloso?

Il processo digestivo, per andare a buon fine, necessita di molte energie e, soprattutto di un afflusso di sangue considerevole che viene captato da tutte le parti del corpo. Qualsiasi attività impegnativa, anche la meditazione, è sconsigliata dopo pranzo perché rischia di interferire con la digestione. In particolare, tuffarsi in mare, oltre a prevedere un esercizio fisico considerevole come il nuoto, causa un brusco abbassamento della temperatura corporea che, a sua volta, rallenta il processo circolatorio non garantendo, dunque, il giusto apporto di sangue necessario ad uno stomaco e ad un intestino in piena attività. Tutto ciò crea i presupposti per una congestione, ovvero un blocco digestivo, che può portare a nausea, vomito, giramenti di testa e, in casi estremi, alla perdita di coscienza che può anche causare l’annegamento. La congestione è infatti una tra le principali insidie di una vacanza al mare.

Quanto aspettare prima di fare il bagno?

Molte mamme non ammettono un intervallo tra pasto e tuffo inferiore alle tre ore. In realtà, va anche tenuto conto di cosa si è mangiato. Ad esempio, dopo un panino, può essere sufficiente astenersi dalle nuotate per un’ora ma, dopo il pranzo abbondante, tre ore possono essere un tempo di attesa ragionevole.

Se proprio non si può evitare…

Come detto, la congestione è un malore che solitamente si risolve in poco tempo e senza gravi conseguenze. In alcuni casi potrebbe però diventare molto pericolosa ad esempio quando ci si trova in acqua soli. Se un soggetto, magari un bambino impaziente, decide di entrare in acqua dopo mangiato, è molto importante che vi sia un adulto che lo controlli a vista, in modo tale da intervenire tempestivamente in caso di malore.