Si è ancora molto lontani da una risoluzione del problema gravissimo che riguarda l’AIDS, la sindrome di immunodeficienza acquisita. Se la sensibilizzazione del problema si intensifica attraverso pubblicità, campagne, adesioni di vip e tanti altri progetti, sono ancora troppi i casi che sono stati riscontrati dai rapporti ufficiali.

Per confermare questa tesi basti portare un solo dato a sostegno: nel 2018, infatti, ci sono stati 1,7 milioni di nuovi casi in tutto il mondo, con il numero delle morti che è diminuito di sole 30mila unità. Rispetto a quelle 500mila morti in meno che si auspicano per il 2020 si è molto lontani, e c’è da lavorare ancora parecchio.

I dati riguardanti l’AIDS riportato dal rapporto Unaids

Sono ancora molto preoccupanti i dati che riguardano l’AIDS, e che sono stati forniti da un rapporto di Unaids presentato a Durban, in Sudafrica. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’AIDS/HIV, 37.4 milioni di persone convivono con l’Hiv e, soltanto nel 2018, le nuove infezioni sono state pari a 1.7 milioni.

Il dato è ancor più preoccupante se si considerano le sole morti, che nel 2018 sono sì diminuite di 30mila unità rispetto al 2017, ma si attestano ancora in un dato molto preoccupante di 770mila.

Rispetto alle ambizioni e alle stime di Unaids, che nel 2020 mira a una diminuzione delle morti per AIDS di 500mila, i dati che si possono riscontrare sono ancora piuttosto preoccupanti e sottolineano un corso ancora troppo difficile da intraprendere.

Il commento di Gunilla Carlsson, direttore esecutivo di Unaids

Nonostante le 30mila morti in meno nel 2018, sono ancora molti i casi di AIDS che sono stati riscontrati in tutto il mondo. Rispetto agli auspici e alle stime di Unaids, che prevede di ridurre il numero delle morti di 500mila unità entro il 2020, sono ancora troppe le morti che sono state riscontrate nel 2018: ben 770mila.

Per questo motivo, non si è fatto mancare il commento di Gunilla Carlsson, direttore esecutivo di Unaids che ha indicato la via giusta da seguire per sconfiggere l’AIDS: Sconfiggere l’Aids è possibile se ci concentriamo sulle persone, non sulla malattia, creando road map per i pazienti e le aree rimaste indietro, e adottando un approccio basato sui diritti umani per raggiungere le persone più colpite”.