L’ansia da separazione è un disturbo molto peculiare che consiste in una eccessiva apprensione del bambino se deve allontanarsi dalla famiglia o più precisamente dalla mamma. Dunque si vive male il distacco affettivo con reazioni psicologiche del tutto peculiari.

Quando si presenta il disturbo e quali sono i comportamenti

Questo stato d’ansia è del tutto inadeguato e incide negativamente sullo sviluppo. Non a caso si tratta di un disturbo che compare per la prima volta nei primi sei anni di vita.

I bambini affetti da questa ansia si comportano apparentemente in maniera normale solo se in compagnia della famiglia o del genitore cui sono attaccati. Nel momento in cui devono distaccarsi, iniziano i primi sintomi di manifestazione d’ansia.

E, a proposito di sintomi, il bambino tende a mostrare delle paure infondate ma persistenti. Paure che li portano a immaginare situazioni catastrofiche che facciano creare il distacco definitivo.

I sintomi

Più che parlare di sintomi dovremmo parlare di status mentale, ovvero di una condizione angosciante psichica del piccolo. In questo caso, infatti, i bambini con disturbo d’ansia vivono con la paranoia di essere ammazzati o rapiti. O ancora pensano di subire un qualunque tipo di incidente o di contrarre una grave malattia se i genitori non ci sono. Viceversa hanno paura che possa accadere qualcosa di brutto ai genitori che sono lontani.

Pertanto non amano stare da soli, vorrebbero poter non frequentare la scuola, in quanto odiano il distacco con la loro mamma. Di conseguenza hanno difficoltà ad addormentarsi e potrebbero richiedere la presenza dei genitori per riuscire a prender sonno.

In alcune circostanze la lontananza fisica comporta sintomi fisici come ad esempio mal di testa, vomito, mal di stomaco, dolori addominali. Sono tristi e non fanno altro che chiedere di tornare a casa.

Quando si presenta questa conduzione

L’ansia da separazione di solito si manifesta all’indomani di un evento traumatico come la perdita di un affetto o la morte di un cane. O ancora la malattia del bambino, un trasferimento di casa e scuola e così via.

Questa situazione psichica comporta ovviamente che il bambino abbia comportamenti differenti. I piccoli colpiti da tale disturbo hanno un carattere particolare, sono intrusivi, fanno sempre richieste e soprattutto richiedono attenzione frequente. Le continue richieste del piccolo potrebbero portare a stress nei genitori fino a creare una specie di risentimento.

Se non curati nel modo giusto, i bambini con ansia portano con sé questa condizione fino alla fase adolescenziale. Potrebbero portarsi sintomi come attacchi di panico, agorafobia o un vero e proprio disturbo dipendente di personalità.

Possibili cure

Il disturbo d’ansia da separazione ha una sua cura specifica. In primis i bambini vanno sottoposti ad una terapia terapeutica da uno psicologo. Il trattamento specifico sarà di natura cognitivo comportamentale. Non per forza dura tanto, ma è necessario che partecipino anche i familiari.

Di solito si sconsiglia l’uso di psicofarmaci, nonché di ansiolitici, onde evitare che i bambini diventino assuefatti e dipendenti.

L’ansia da separazione: come si sviluppa negli adulti

L’ansia da separazione è un disturbo tipico dei bambini. Tuttavia, se non preso in tempo, lo strascico di questa apprensione perdura anche in età adulta. Per cui ad esempio si soffrirà di sindrome d’abbandono in caso di rottura con il partner. O potrebbe ancora persistere il timore che possa incrinarsi la salute dei propri genitori.

Sui generis gli adulti non riescono a stare da soli, sia in casa che fuori, e si attaccano facilmente alle persone. I loro affetti saranno sintomo di una preoccupazione eccessiva e costante, il che potrebbe provocare malessere non solo fisico ma anche psicologico.

Gli adulti sono costantemente presi da attacchi di panico, insonnia. Soprattutto somatizzano con estrema facilità, sono soggetti a crisi isteriche e non accettano la realtà. In caso di trauma grave, l’adulto può diventare del tutto incapace di comportarsi con lucidità.