La cura dell’asma potrebbe essere giunta ad una fase risolutiva: è quello che emerge nell’ambito delle consulenze gratuite di Asmazeroweek, dove si è parlato della nascita di nuove cure che porteranno non soltanto ad alleviare i sintomi della condizione negativa per oltre 3 milioni di italiani, ma anche alla risoluzione della condizione stessa. Le nuove terapie potranno portare a curare direttamente la causa cronica del problema: agendo alla radice del problema stesso, si spera che quello dell’asma possa essere soltanto un brutto ricordo.

Che cos’è l’asma

L’asma è una sindrome piuttosto negativa per l’organismo umano, caratterizzata da un aumento della resistenza nelle vie aeree; generalmente la condizione, che si presenta a seguito degli spasmi della muscolatura bronchiale, è determinata da alcune reazioni allergiche, a sua volta dovute da una maggiore sensibilizzazione della mucosa da allergeni.

La sintomatologia dell’asma è piuttosto specifica e manifesta, e porta i soggetti che ne soffrono a presentare spesso difficoltà nella respirazione, tosse acuta e forte senso di costrizione toracica, oltre che di respiro sibillante e fischiante.

Da soli questi sintomi potrebbero essere anche confusi, dal momento che essi sono gli stessi che indicano anche bronchiti, enfisemi, anemie o scompensi cardiaci; intorno all’asma c’è molta banalizzazione, che porta il termine a essere utilizzato anche in caso di dispnea e mancanza di respiro. In ambito medico, invece, la patologia è trattata con molta cura a causa delle manifestazioni pericolose che comporta.

Le nuove terapie per la cura dell’asma

Nell’ambito della Asmazeroweek, i tre milioni di italiani che soffrono di asma hanno ricevuto una notizia importantissima, che potrebbe cambiare in positivo la propria vita. L’asma potrebbe diventare presto un problema da lasciarsi alle spalle, grazie alle cure rivoluzionarie di cui si è fatto cenno nell’ambito dell’importante settimana.

Per capire al meglio ciò di cui si parla, è opportuno citare le parole di Giorgio Walter Canonica, responsabile Centro di medicina personalizzata asma e allergologia dell’Ospedale & Humanitas University di Rozzano di Milano. L’esperto ha detto che i farmaci broncodilatatori beta2-agonisti a breve durata d’azione non agiscono sull’infiammazione, ma permettono di ottenere un sollievo dei sintomi soltanto temporaneo.

Insomma, la soluzione è nel mix: insieme ai farmaci che alleviano i sintomi dell’asma, i pazienti avranno bisogno anche di altri farmaci, in grado di agire sulla base cronica del problema.