Il dibattito sulla natura o meno cancerogena della carne grigliata non è certamente inedito nel mondo della medicina; ogni estate, generalmente, vede lo svilupparsi di novità in tale ambito, che portano alla formulazione di consigli, linee guida da seguire e modalità da applicare alle proprie grigliate per non correre dei rischi per la propria salute. L’ultimo ad aver effettuato una misura simile è l’American Institute for Cancer Research, che ha messo a punto una guida da seguire per non correre alcun rischio per la propria salute.

Gli idrocarburi policlilici aromatici e il rischio per la salute

L’istituto per la ricerca sul cancro americano ha basato il proprio campo di interesse su due componenti fondamentali della carne che, se grigliata, porterebbero ad aumentare considerevolmente il rischio di tumore. Questi sono gli idrocarburi policlilici aromatici e le ammine eterocicliche, sostanze che si formano sui cibi quando questi vengono grigliati.

“Gli idrocarburi policiclici aromatici si formano quando qualsiasi tipo di materia organica, principalmente grasso che gocciola dalla carne, viene bruciato. Il problema è che queste sostanze potenzialmente cancerogene finiscono nel fumo della cottura che poi avvolge la carne”, ha spiegato Rashmi Sinha, che coordina le ricerche: non è stato dimostrato che queste sostanze causino direttamente il cancro, ma alcuni studi hanno portato a credere che potrebbero causare alcune modificazioni nel DNA tali da causare il cancro.

Quanti barbecue sono consigliati per evitare il rischio di tumore

Al fine di combattere il rischio di tumore derivante dalle tipiche grigliate estive, l’istituto nazionale per la ricerca sul cancro ha pubblicato alcune linee guida da seguire per scongiurare qualsiasi difficoltà. E’ pur vero che cambiare radicalmente le abitudini alimentari o semplicemente quelle legate allo stare insieme non è possibile, ma basterà comportarsi con moderazione, come in tutti i campi alimentari, al fine di ridurre i rischi.

A ciò si aggiungono alcuni consigli che non sono assolutamente difficili da applicare; uno di questi è stato dato direttamente da Loreto Nemi, nutrizionista: “Basta far marinare gli alimenti in frigo con il vino perché così si crea una barriera protettiva attorno alla carne. Anche le spezie aiutano perché sono ricche di antiossidanti che contrastano l’azione negativa delle sostanze tossiche”.