In Toscana si sta cercando di capire come mai sia in aumento il contagio da batterio New Delhi. Un’infezione che al momento ha coinvolto molte persone. Al momento si sta effettuando un vero e proprio screening sui pazienti che si trovano ricoverati negli ospedali della regione, con l’obiettivo di saperne di più.

La situazione attuale in Italia

L’area maggiormente colpita dal contagio da batterio New Delhi è quella a Nord Ovest, ma i casi di infezione sembrano essere presenti anche in altre zone. È stato appurato che i casi di infezione sono avvenuti soprattutto in due centri di riabilitazione e in 15 ospedali.

Si tratta di un batterio resistente agli antibiotici di secondo livello. In generale bisogna ricordare che dal mese di novembre del 2018 al 31 agosto di quest’anno sono state oltre 700 le persone ricoverate perché colpite da questa malattia.

Naturalmente le autorità sanitarie invitano alla riflessione, spiegando che non necessariamente le 31 persone che sono decedute sono morte a causa del batterio in questione. Infatti in molti casi la presenza dell’infezione avrebbe causato il peggioramento di una situazione già di per sé difficile da gestire.

Che cos’è il batterio New Delhi

Il batterio in questione si diffonde in maniera particolare nelle aree ospedaliere. Da molti anni si cerca di contrastare la diffusione del batterio negli ospedali, ma sono numerose le difficoltà incontrate dal personale sanitario e dagli esperti.

Le persone che entrano in contatti con i batteri resistenti agli antibiotici possono diventare portatori, ma solo una percentuale ridotta di queste persone sviluppa in realtà l’infezione.

I sintomi dell’infezione da batterio New Delhi includono la presenza di dolore al torace, di febbre, di polmonite, ma anche di infezioni delle vie urinarie, di problemi neurologici o di eruzioni cutanee che appaiono in maniera improvvisa.

Il nostro Paese è senza dubbio lo Stato più colpito di tutta l’Europa da questa infezione. Il motivo principale di tutto questo è rappresentato dal fatto che spesso si utilizzano molti antibiotici e questo determina le modifiche da parte dei microbi, che si difendono dai farmaci e diventano sempre più resistenti alla terapia messa in atto.