Non ci si ammala di cancro per caso, così come si pensava in passato e com’era stato sostenuto da alcuni studi oncologici in materia, ma il cancro è generato da alcune alterazioni genetiche prevedibili e che sono causate dall’ambiente. Uno studio tutto italiano, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Genetics, ha portato a questa importante scoperta che potrebbe cambiare significativamente l’approccio al cancro che viene attualmente utilizzato in medicina.

Il cancro non avviene per caso: lo studio di Piergiuseppe Pelicci

Il cancro è sicuramente la malattia del secolo e sono tante le cure messe a disposizione per cercare di guarire una patologia che ha non soltanto colpito una grande percentuale della popolazione, ma ha anche instaurato una forte paura in chi è sano. Ebbene, se prima si credeva che quella del cancro fosse una malattia che colpisse casualmente, bisogna riconsiderare queste supposizioni, dopo uno studio condotto da Piergiuseppe Pelicci.

L’italiano, che ha coordinato un team di ricerca, è giunto ad un’importante scoperta: il cancro non è casuale, e non si genera in modo casuale. Esso è provocato da traslocazioni cromosomiche, alterazioni genetiche che si sviluppano causando i tumori.

Queste alterazioni possono consistere in piccoli cambiamenti strutturali o in fusioni di geni, ma in ogni caso non avvengono mai casualmente come si pensava in passato, e com’era stato ribadito in uno studio del 2015. Gli scienziati hanno sottolineato che un tumore si sviluppa nel momento in cui in una cellula si accumulano sei o sette alterazioni del DNA su determinati geni.

Lo studio di Bert Vogelstein che sostiene la casualità del tumore

Gli studi di Piergiuseppe Pelicci contrastanoo con una diversa linea di pensiero, che trova il suo interprete maggiore in Bert Vogelstein. Secondo quest’ultimo, che sostiene la tesi della casualità del tumore, le traslocazioni cromosomiche che sono alla base del cancro sono generate dalla duplicazione del Dna.

Siccome il processo di duplicazione è inevitabile nell’organismo, allora non c’è modo di evitare la nascita del cancro, a prescindere dagli stili di vita che vengono adottati dall’uomo.

Cosa fare per prevenire il tumore secondo il nuovo studio sul cancro

Il nuovo studio tutto italiano, coordinato da Piergiuseppe Pelicci e pubblicato sulla rivista scientifica Nature Genetics, apre a nuovi orizzonti di possibilità per quel che riguarda non soltanto la cura del cancro, ma anche la sua prevenzione. Se si ammette, infatti, che sia l’ambiente all’interno del quale viviamo a influenzare direttamente l’ambiente cellulare, causando quelle alterazioni genetiche che sono alla base del cancro, si ammette anche che, cambiando lo stile di vita e l’ambiente, si possa limitare la naturale esposizione al cancro.

In quest’ambito, la prevenzione acquisisce ancor più un ruolo fondamentale: condurre uno stile di vita sano, lontano dagli eccessi dell’alcol e del fumo, è già un primo metodo per allontanarsi dal rischio di cancro. A ciò si aggiungono altri ambiti da evitare: obesità, eccessiva esposizione al sole, una dieta troppo ricca di carni rosse o zuccheri o troppo povera di frutta e verdura; infine, una mancata attività fisica e continui vaccini contro quei virus che potrebbero provocare il tumore.