Il colorito bianco può essere considerato come un sintomo rapportabile a diverse situazioni. In ambito clinico il colorito bianco è spesso associato all’anemia, che si caratterizza come una situazione di riduzione del numero dei globuli rossi nel sangue. Ma cos’è esattamente il colorito bianco?

Viene inteso di solito come un’alterazione del consueto colore della pelle e delle mucose. Sia la cute che le mucose si presentano in maniera più chiara rispetto al normale.

Per cercare di comprendere a che cosa può essere rapportato il colorito bianco, bisognerebbe anche tenere conto della modalità in cui questo si presenta. Infatti per esempio può essere una condizione che insorge gradualmente oppure esordisce improvvisamente.

Il colorito bianco, inoltre, può essere localizzato in una specifica parte del corpo, solitamente il viso (per questo si parla spesso di colorito bianco del viso o di colorito bianco in faccia), oppure può essere generalizzato come forma di pallore che interessa più parti del corpo umano. Ma vediamo quali sono le cause del colorito bianco e che cosa bisogna fare anche in rapporto alla diagnosi del pallore, fatta sempre da un medico esperto.

Colorito bianco: cause

Qual è il rapporto tra colorito bianco e cause? Il colorito bianco può avere diverse cause, come abbiamo già specificato. Generalmente si parla di pallore, che si verifica per la diminuzione dell’afflusso sanguigno, specialmente nei tessuti periferici.

Questa condizione si può avere spesso per un deficit di emoglobina, che è una proteina che si trova nei globuli rossi e serve per legare l’ossigeno. Un’altra causa può essere rappresentata dalla vasocostrizione vascolare, quando i capillari diventano più stretti, trasportando quindi meno sangue.

Altre volte ancora (e sono i casi più gravi) il colorito bianco si può manifestare per una diminuzione della quantità totale di sangue all’interno dell’organismo. Ma esaminiamo più nello specifico le varie patologie collegate alle cause del colorito bianco.

Anemia

Anche l’anemia, come abbiamo già ricordato fin dall’inizio, può essere una causa comune di pallore. L’anemia è in stretto rapporto con il valore ematico di emoglobina. Si può infatti definire anemia quando i valori di emoglobina nel sangue scendono al di sotto dei 13 g/dl negli uomini e dei 12 g/dl nelle donne.

A loro volta le cause di anemia possono essere molto differenti. Per esempio spesso questa condizione è dovuta ad una carenza di ferro, perché si soffre di emorragie croniche oppure perché si assumono pochi cibi che contengono questo minerale.

Anche alcuni tipi particolari di regimi alimentari, come quelli strettamente vegetariani o vegani, se sono formulati in maniera non adeguata, possono portare a sviluppare anemia.

Si parla a volte anche di anemia sideropenica, che si manifesta come disturbo secondario ad altre patologie connesse con la riduzione dell’assorbimento del ferro, come per esempio nel caso della celiachia. Anche i deficit di vitamina B12 e acido folico possono sviluppare anemie e in questo caso si parla di anemia megaloblastica.

Si può arrivare allo sviluppo di anemia anche a causa di alcune malattie che interessano il midollo osseo e sono responsabili dell’alterata produzione di globuli rossi.

Emolisi

L’emolisi è detta anche anemia emolitica. In questo caso la riduzione di emoglobina è determinata dalla distruzione dei globuli rossi. Ma perché si verifica l’accelerata distruzione dei globuli rossi?

Il fenomeno può essere acquisito geneticamente oppure ci sono anemie emolitiche di causa autoimmune.

Vasocostrizione

La vasocostrizione, in genere periferica, può verificarsi in diverse condizioni. Può essere provocata, con il relativo colorito pallido, da una sensazione molto forte di paura. Si può verificare in particolari situazioni come lo shock e lo scompenso cardiaco oppure può essere determinata da un eccessivo raffreddamento corporeo.

In tutte queste situazioni si attiva il sistema nervoso simpatico, che determina una diminuzione dell’afflusso di sangue nei tessuti periferici, come la pelle, che quindi apparirà di colorito bianco.

La vasocostrizione può essere anche conseguente al dolore forte, come quello che si verifica per esempio durante una colica renale.

Riduzione della quantità di sangue

In altri casi, come abbiamo già detto, si può sperimentare una riduzione della quantità generale di sangue circolante nell’organismo. Queste situazioni si manifestano per esempio in caso di scompenso cardiaco, quando il cuore non riesce più a pompare una quantità di sangue sufficiente.

Anche lo shock può rientrare in queste situazioni e generalmente una persona in stato di shock, oltre ad avere un colorito bianco, ha anche altri sintomi, come tachicardia e ipotensione. Le situazioni di shock devono essere conosciute e trattate con tempestività.

La diagnosi

La diagnosi del colorito bianco, e ad esempio del viso bianco o della faccia pallida, come correlato ad una specifica patologia, per comprendere esattamente che cosa indica, deve essere sempre eseguita da un medico competente.

È quest’ultimo che procede a rivolgere delle domande specifiche al paziente, per cercare di capire se il pallore è un problema presente già nel tempo o se si manifesta in modo costante.

Inoltre il medico chiede se il colorito bianco è associato a situazioni specifiche, come per esempio all’esecuzione di attività fisica o all’esposizione al freddo.

È cura del medico anche valutare l’eventuale presenza di altri sintomi e di altre patologie. Infatti per esempio si considera se il soggetto prova stanchezza, che è frequente nel caso dell’anemia, o se ha sperimentato una perdita di capelli o un’alterazione nelle unghie.

In caso di viso troppo pallido e di colorito bianco si valutano anche le eventuali difficoltà respiratorie del paziente o la presenza di vertigini, che possono essere delle manifestazioni sintomatologiche associate allo scompenso cardiaco. Il medico poi provvede alla misurazione della pressione arteriosa e all’auscultazione del cuore e dei polmoni.

I rimedi

Poiché il colorito bianco è un sintomo che può essere comune a varie patologie, non esistono rimedi che valgono in generale contro il pallore. La terapia più adeguata dipende dalla malattia che sta alla base di questo sintomo. Quindi sarà il medico di volta in volta, in base alla diagnosi, a consigliare qual è il rimedio giusto da adottare.