Come funziona la magnetoterapia e quali sono i benefici

magnetoterapia

Sfruttare i vantaggi dei campi magnetici a scopo curativo e riabilitativo. La magnetoterapia è un tipo di approccio curativo che va sempre più per la maggiore negli ultimi anni, utile per il trattamento di fratture, osteoporosi e dolori muscolari, ma non solo, con l’obiettivo di stimolare la rigenerazione cellulare attraverso apparecchio per magnetoterapia specifici.

I primi riferimenti storici sull’utilizzo di magneti per la cura di patologie umane risalgono tra la fine del 1700 e i primi del 1800: per lungo tempo, la magnetoterapia è stata considerata non più che una pseudoscienza. Poi alcuni approfondimenti in campo scientifico, soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale, si sono focalizzati sugli effetti biologici dei campi elettrici e magnetici. Le ultime ricerche hanno attribuito a campi magnetici a bassa energia una forma di giovamento nelle pratiche di riparazione dei tessuti.

Il principio alla base della magnetoterapia sta nel fatto che le nostre cellule possiedono una carica elettrica: questa, in presenza di patologie e disturbi, viene destabilizzata e ridotta. Regolarizzare l’equilibrio elettrochimico della cellula è possibile attraverso un processo di ri-polarizzazione, sfruttando l’utilizzo dei campi elettromagnetici per ripristinare la corretta permeabilità della membrana cellulare. Le onde generate nella magnetoterapia non vengono assorbite dagli organi o dai tessuti, quindi non presentano alcun rischio biologico, né per il paziente né per l’operatore di radiologia.

Il funzionamento della magnetoterapia

Ma come si applica concretamente questo approccio alternativo? Il campo elettromagnetico, di frequenza variabile a seconda dei casi, viene prodotto da un apparecchio costituito da un solenoide. Si tratta di un avvolgimento elettrico, di forma cilindrica, dove il paziente infila la parte del corpo da trattare. In alternativa, possono essere applicati direttamente dei magneti, dalle svariate forme a seconda del punto in questione. Il voltaggio va settato in base alla patologia da trattare: le frequenze basse sono indicate per curare artriti, artrosi, atrofie muscolari, cefalee, mal di schiena, distorsioni, fratture. Le onde radio ad alta frequenza, invece, hanno la capacità di stimolare la risposta immunitaria delle singole cellule e di fluidificare il sangue, migliorando la circolazione e attenuando le infiammazioni.

Magnetoterapia: statica, a bassa o ad alta frequenza

Nel dettaglio, esistono tre tipi di magnetoterapia: statica, a bassa frequenza e ad alta frequenza. Quella statica è di gran lunga la forma più blanda di magnetoterapia: consiste nell’applicare direttamente uno o più magneti, dalla carica molto debole, sulla parte da trattare. Il processo più indicato per la rigenerazione dei tessuti è la magnetoterapia a bassa frequenza, che genera campi magnetici variabili, tra i 10 e i 200 hertz. L’apparecchiatura utilizzata per questa pratica è costituita da uno stadio oscillatore, che eroga un’onda ed è comandato da un timer per programmare la durata dell’applicazione, e a sua volta pilota uno stadio di potenza, che consente di inviare una corrente nel solenoide utilizzato per generare il campo magnetico. Con la magnetoterapia ad alta frequenza (o a radio frequenza) si raggiungono invece frequenze ben più elevate, quantificabili nell’ordine di milioni di hertz (da 18 a 900 Mhz) in brevissimi impulsi da 90-100 microsecondi che vengono ripetuti da 40 a 2500 volte al secondo. Queste frequenze radio vengono sfruttate soprattutto per il loro effetto analgesico e antinfiammatorio.

Alcune controindicazioni della magnetoterapia

Sebbene, come già indicato, questo trattamento non sia per nulla invasivo per la maggior parte delle persone, la magnetoterapia non è particolarmente consigliata in alcuni casi particolari. I portatori di pacemaker o altri dispositivi, ad esempio, potrebbero vedere il loro funzionamento compromesso dalle interferenze con le onde elettromagnetiche. Stesso discorso per chi abbia protesi metalliche. In gravidanza o allattamento, inoltre, è sconsigliato sottoporsi a magnetoterapia. Meglio evitare anche in presenza di malattie cardiache, tumori e ipertiroidismo.