C’è più consapevolezza, a detta degli esperti, riguardo l’accesso agli studi dei medici di famiglia. Questi ultimi sono stati sottoposti a delle regole molto rigide nel periodo del lockdown. L’obiettivo è stato quello di fare in modo che questi luoghi non diventassero fonti di contagio. Poi a partire da metà maggio si sono riprese le attività, sempre adottando delle misure piuttosto rigide.

La consapevolezza sugli accessi considerati impropri

I nostri connazionali, secondo ciò che ha riferito la società italiana di medicina generale, si sono dimostrati molto cauti e hanno seguito con grande prudenza le regole che sono state dettate. Infatti è possibile entrare negli studi medici di famiglia soltanto con la mascherina.

Prima bisogna prenotarsi e poi l’accesso viene consentito soltanto quando è ora di entrare direttamente nello studio del medico, senza la necessità di sostare in sala di attesa. Gli esperti suggeriscono che gli italiani sono diventati consapevoli degli usi impropri che prima si facevano in riferimento agli studi medici di famiglia.

Infatti molti prima andavano dal medico soltanto per prendere una ricetta. Anche questo può essere considerato, secondo i medici, un uso improprio, perché è un’attività che si può fare a distanza, mediante l’invio della ricetta medica anche per e-mail.

Il trasferimento delle prestazioni a distanza

I nostri connazionali, secondo quanto riferiscono gli esperti della società italiana di medicina generale, hanno compreso l’importanza di risolvere i problemi anche da remoto, per esempio contattando il medico al telefono o su WhatsApp.

Anche a distanza si possono scambiare molte informazioni e si possono programmare gli esami di routine, in modo da ridurre l’abitudine impropria di andare dal medico anche quando non ce ne sarebbe bisogno.