Il diabete gestazionale è una patologia che sorge durante il periodo della gravidanza. Rappresenta un disturbo che colpisce soltanto le donne incinte e che dovrebbe durare solo per la gestazione.

Di norma infatti, il nostro apparato digerente dovrebbe essere in grado di assorbire i carboidrati che assumiamo e trasformarli in zucchero (glucosio più precisamente). Al termine della fase digestiva, il glucosio viene assorbito nel sangue e si trasforma in energia.

Al fine di ricavare tutto lo zucchero a livello ematico e far si che le cellule lo riutilizzino, il pancreas produce un ormone detto insulina. In caso di diabete, e quindi anche se è gestazionale, c’è una produzione più bassa, dunque insufficiente, di insulina. Può anche accadere che l’insulina venga prodotta ma le cellule faticano a rielabolarla. In ambedue i casi quindi c’è un accumulo di glucosio nel sangue, che mette a repentaglio, nel nostro caso, la vita della gestante e del feto.

Il diabete gestazionale avviene nel 6-7% circa delle gravidanze, con più di 40.000 casi all’anno solo in Italia. Pare infatti che sia raro riscontrarlo nelle donne sotto i 25 anni, viceversa è comune nelle donne di oltre i 35 anni. La patologia in gravidanza avviene quando il corpo umano ha poca produzione di insulina in quanto impegnato a nutrire il feto. Insomma c’è una mancanza di compensazione tale che fanno salire i livelli di glucosio nel sangue.

I sintomi del diabete gestazionale

Pur capitando spesso che il diabete gestazionale non venga a palesarsi con sintomi evidenti, di norma i sintomi sono questi:

  • aumento ingiustificato della sete,
  • aumento ingiustificato della quantità di urina prodotta,
  • perdita di peso, (pure se c’è una vorace fame),
  • nausea e vomito, (che sono già sintomi comuni in gravidanza e che sviano),
  • infezioni frequenti (per esempio cistiti, candidosi, …),
  • disturbi alla vista.

Quali sono i valori

Cambiando spesso il tipo di approccio medico alla malattia e alle sue tabelle di valori indicativi, nel 2011 sono state riproposte delle nuove raccomandazioni. Al loro interno sono stati previsti nuovi elementi diagnostici per il diabete gestazionale.

Inizialmente infatti, la procedura prevedeva 2 fasi, il minicarico ed il OGTT (75 g) nel caso di riscontro positivo. Attualmente invece questa divisione è stata superata. Si consiglia infatti di valutare un primo indice glicemico a digiuno alla prima visita ginecologica. In tal modo viene già fuori se c’è una predisposizione della paziente al rischio di diabete. Quest’ultimo viene diagnosticato nel caso si verifichi anche una sola delle seguenti condizioni:

  • valori a digiuno superiore a 125 mg/dl,
  • valore di glicemia in ogni altra ora della giornata superiore a 200 mg/dl,
  • valore di emoglobina glicata (HbA1c) analizzata entro le prime 12 settimane superiore a 6,5% (42 mmoli/mol).

Al di là di quella che può essere la modalità posta in essere, è importante che esiti superiori alla norma trovino conferma in un altro prelievo.

Qualora il valore rilevato alla prima visita sia incluso tra 92 mg/dl (questo valore incluso) e 126 mg/dl si è davanti ad una affezione di diabete gestazionale.

Cosa mangiare

Ecco dunque che in caso di iperglicemia da gravidanza bisogna prestare massima attenzione alla dieta. Un regime sano alimentare è alla base per il controllo della glicemia in una situazione di diabete gestazionale.

Ad una donna, il ginecologo od un dietologo deve far seguire una dieta che rispetti le esigenze della gestante. Anche se, in linea di massima si dovrebbero seguire delle scelte alimentari che limitino il contenuto calorico e la quantità di carboidrati semplici assunti.

Una donna incinta di norma dovrebbe seguire una dieta di circa 1800 Kcal così suddivisa:

  • 50-60% carboidrati (meglio se provenienti da fonti integrali),
  • circa il 20% di proteine,
  • 25% di grassi polinsaturi (restringendo in maniera significativa quindi i grassi animali, come il burro. Viceversa via libera all’assunzione di pesce e grassi di origine vegetale).

Sono da consumare a volontà alimenti come verdura, legumi e cereali integrali. No invece ad alimenti e bevande zuccherate o dolci, nonché alcolici di ogni genere.