I giramenti di testa a letto sono delle sensazioni che possono risultare piuttosto comuni e molto fastidiose. In gergo medico i giramenti di testa a letto si chiamano vertigini parossistiche posizionali. Sono dovuti ad un’alterazione, spesso un’infiammazione, di una zona che si trova all’interno dell’orecchio e che è chiamata labirinto.

Di solito questi giramenti vengono avvertiti nel momento in cui ci si sdraia oppure per esempio quando si cambia posizione mentre ci si trova a letto. Infatti è proprio il movimento della testa che va a sollecitare il labirinto.

Se hai a che fare con questo disturbo, sarebbe molto importante avvertire il tuo medico di fiducia. Infatti, quando compaiono le vertigini e quando esse ricorrono con una certa frequenza, bisogna riuscire a capire, attraverso una corretta diagnosi, se sono dei problemi rapportabili all’interno dell’orecchio oppure se si tratta di un altro disturbo.

Ma vediamo quali sono le cause delle vertigini a letto, i loro sintomi più specifici e cosa si può fare in questi casi.

Giramenti di testa a letto: cause

Per comprendere meglio come può essere causato questo tipo di vertigini, dobbiamo descrivere cos’è il labirinto vestibolare, questa piccola parte dell’orecchio che si trova all’interno. Il cosiddetto labirinto è formato da tre canali di forma semicircolare.

All’interno di queste strutture ci sono dei liquidi che hanno il compito di controllare i movimenti della testa. Si tratta della linfa e dei sensori ciliati. Nella stessa zona dell’orecchio ci sono gli otoliti, la cui funzione è quella di controllare il movimento della testa rispetto alla forza di gravità.

All’interno degli otoliti ci sono dei cristalli che sono proprio sensibili alla forza di gravità. Può capitare che queste strutture cristalline si alterino e vadano così a compromettere i canali semicircolari. Da questo ne deriva un’alterazione del nostro senso di equilibrio.

Ma perché gli otoliti possono perdere la loro funzionalità? Ci sono varie cause che è possibile individuare in questo senso. Per esempio alla base ci possono essere delle infezioni all’orecchio come le otiti, traumi alla testa, patologie dell’orecchio specifico come per esempio una sindrome che provoca vertigini ricorrenti.

Infine la sensazione di vertigine può essere causata da un trauma alla testa, da un riposo prolungato in posizione orizzontale o da un eventuale blocco di un’arteria che si trova all’interno dell’orecchio.

I sintomi delle vertigini a letto

La sensazione che prova il soggetto che soffre di questa vertigine parossistica posizionale viene scatenata nel momento in cui si ha un cambiamento di posizione. Infatti in risposta ai movimenti della testa viene stimolata la zona dei canali semicircolari, che, come abbiamo detto, si trova all’interno del labirinto.

Di solito coloro che soffrono di questo problema avvertono un senso di rotazione del corpo. È come se ci si trovasse in movimento e gli stessi oggetti intorno cominciano come a muoversi.

Si tratta di sensazioni che possono durare pochi secondi, ma sono molto intense. Infatti spesso le sensazioni di rotazione vengono accompagnati da altri sintomi, come sudorazione, palpitazioni, nausea e vomito.

Giramenti di testa a letto: rimedi

Passiamo a vedere che cosa si può fare in presenza di giramenti di testa a letto. Tutti penseremmo ad una cura, ma in realtà non esiste una vera e propria terapia adatta per questo disturbo. Al limite si possono effettuare, dopo averle imparate, delle manovre che hanno lo scopo di riportare il labirinto nella sua conformazione iniziale.

Il medico può consigliare di fare, per risolvere i giramenti di testa sdraiati a letto, dei movimenti specifici, che portano a fare in modo che gli otoliti si riallineino. Di solito le modalità di trattamento di queste vertigini vanno affrontate con l’aiuto di un medico esperto, che può consigliare il da farsi.

Soltanto in rari casi e sempre sotto stretto controllo medico, si può pensare ad un trattamento con farmaci che danno un sollievo immediato, liberando dalle sensazioni intense. Generalmente i farmaci utilizzati a questo scopo sono a base di meclizina o benzodiazepine.