Viene comunemente chiamata allergia a tutti gli alimenti che contengono glutine, anche se il termine giusto è celiachia. Si tratta di una condizione che fino a qualche decennio fa era praticamente sconosciuta nella popolazione, ma che al giorno d’oggi registra una diffusione piuttosto marcata, tanto che nel nostro Paese i casi di persone celiache sono in aumento.

Celiachia, casi in aumento: in Italia siamo al 2%

Nell’ultimo ventennio, gli studi effettuati su questa patologia avevano portato a credere che a soffrire di celiachia fosse l’1% della popolazione italiana, ovvero circa 600.000 persone. In realtà, con gli ultimi accertamenti, è emerso che la percentuale è più alta: al momento siamo al 2%, ovvero circa un milione di celiaci, con un’incidenza maggiore nelle aree metropolitane.

Ma cosa ha comportato questa crescita dell’intolleranza al glutine? Gli esperti riuniti all’ottavo Convegno Annuale “The Future of Celiac Disease”, organizzato proprio dall’Associazione Italiana Celiachia (AIC), hanno provato a spiegare le cause che hanno portato all’aumento di persone affette da questa particolare condizione.

A volte i sintomi ingannano

Molto probabilmente anche l’ambiente circostante gioca il suo ruolo nella crescita della percentuale, sebbene non siano ancora chiari i fattori precisi che favoriscono l’aumento. Tuttavia, sempre secondo gli esperti, sarebbe opportuno anche capire meglio se c’è effettivamente una situazione di celiachia oppure no: in diversi casi, infatti, il celiaco sa di avere questa patologia dopo molti anni dalla comparsa dei primi sintomi.

Alcuni pazienti presentano sintomi che possono essere definiti “insoliti”, come le afte alla bocca molto ricorrenti, un’orticaria che spesso coinvolge diverse zone del corpo e provoca molto fastidio, l’anemia e altro ancora. Pertanto, per scovare la celiachia è opportuno svolgere dei test del sangue molto mirati in modo tale da avere una diagnosi certa in quei pazienti che presentano sintomi “ambigui”.