Uno studio condotto dall’Istituto dei Tumori di Milano avrebbe dimostrato che il coronavirus sarebbe stato presente in Italia già da settembre 2019, quindi prima che venisse dato l’allarme a livello nazionale. I ricercatori hanno analizzato le acque reflue di Milano e di Torino, collaborando insieme all’Università di Siena. Inoltre gli studiosi avrebbero analizzato campioni di sangue prelevati nell’ambito di una ricerca sul tumore al polmone, il tutto fra settembre 2019 e marzo 2020.

Che cosa è risultato dallo studio sul coronavirus

C’è anche chi mette in dubbio lo studio compiuto dai ricercatori dell’Istituto dei Tumori di Milano, ritenendo che la ricerca possa essere soggetta a diverse falle, che non darebbero la dimostrazione esatta di ciò che lo studio vuole affermare.

I ricercatori sostengono di aver trovato degli anticorpi specifici collegabili al coronavirus nell’11,6% dei campioni di sangue esaminati. Questi anticorpi sarebbero stati presenti già nel mese di settembre.

Quindi ci si chiede se il coronavirus si sia diffuso in Italia prima che scoppiasse il caso della Cina e prima dell’annuncio del noto paziente 1 del 21 febbraio.

Che cosa hanno dichiarato i ricercatori sul coronavirus

I ricercatori dell’Università di Siena fanno presente di aver identificato la presenza di anticorpi neutralizzanti in vivo, ovvero degli anticorpi capaci ancora di combattere e di segnare la fine del virus. Nello specifico 6 persone su 111 presentavano questi anticorpi e 4 soggetti li avevano già nell’organismo nel mese di ottobre.

I campioni apparterrebbero a delle persone che vivono in Veneto, in Emilia Romagna, in Lombardia, in Liguria e nel Lazio.