Una nuova e, si presuppone, efficace terapia tutta italiana potrebbe essere in grado di rigenerare le cellule dopo l’infarto. La maggior parte degli scompensi cardiaci sono provocati proprio dall’infarto al miocardio, una condizione che – sottolinea l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità – si verifica in 23 milioni di persone in tutto il mondo. Per far fronte a questo problema, i ricercatori dell’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (Icgeb) di Trieste e della Scuola Sant’Anna di Pisa hanno messo a punto un nuovo farmaco che provoca la rigenerazione del cuore.

Lo studio dell’Icgeb di Trieste e della Scuola Sant’Anna di Pisa

Lo studio dell’Icgeb di Triste e della Scuola Sant’Anna di Pisa è stato supportato e finanziato dalla Fondazione CRTrieste, che ha offerto un finanziamento di 900mila euro per esercitare tutti gli studi possibili e arrivare a una conclusione. In effetti, i risultati tanto sperati sono arrivati, anche se soltanto lo studio potrà portare a una scoperta definitiva in grado di portare alla rigenerazione del cuore dopo l’infarto.

La ricerca, che sarà pubblicata sulla rivista Nature (prima in advance online, poi sulla rivista fisica) è stata guidata da personalità di rilievo all’interno del panorama nazionale: Mauro Giacca, Gianfranco Sinagra e Fabio Recchia.

Gli studi preliminari sono stati condotti sul cuore di un maiale, molto simile a quello dell’uomo e quindi sede di rigorose sperimentazioni. Somministrando un piccolo RNA, chiamato microRNA-199, è stata favorita la rigenerazione del cuore del maiale, colpito dall’infarto, un mese dopo l’avvenuta condizione.

I ricercatori hanno commentato positivamente l’avvenuto successo. Ha spiegato Mauro Giacca, dell’Igceb di Triste, che per la prima volta è stato possibile capire come riparare il cuore di un animale di grande taglia, attraverso la stimolazione delle cellule cardiache.

Le previsioni mediche: il nuovo farmaco potrà rigenerare il cuore?

Le ambizioni da parte dei ricercatori dell’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (Icgeb) di Trieste e della Scuola Sant’Anna di Pisasono, chiaramente, molto alte. Un farmaco che possa mettere a punto una rigenerazione cardiaca a seguito dell’infarto sarebbe importantissimo alla luce di tutti i problemi derivanti da infarto al miocardio, che colpisce 23 milioni di persone in tutto il mondo.

Chiaramente, prima di arrivare a una soluzione definitiva ci sarà bisogno di tempo e studio. Infatti servirà del tempo per cominciare la sperimentazione clinica attraverso la nuova cura, secondo quanto hanno detto i ricercatori. Gli esperti hanno spiegato che la possibilità dell’uso di un virus modificato non permette un controllo preciso del dosaggio e potrebbe determinare degli effetti collaterali a lungo termine.