In Israele hanno ricevuto il vaccino anti Covid più di 2,4 milioni di persone. Si tratta nello specifico del vaccino prodotto da Pfizer. In particolare fanno ben sperare i dati relativi ai contagi, secondo un report del Wall Street Journal, che sostiene che i contagi sarebbero già diminuiti del 33%. Secondo il report, ci sarebbero buone speranze per rallentare la diffusione del virus, quindi, anche con la prima dose del vaccino.

La situazione del vaccino in Israele

Le prime informazioni, secondo quanto specificato dal Wall Street Journal, sarebbero incoraggianti. Israele è infatti il Paese più avanti in tutto il mondo con la somministrazione dei vaccini ai cittadini. Al momento hanno ricevuto la prima dose in Israele 2,43 milioni di persone, una percentuale che corrisponde al 28,03% del totale della popolazione del Paese.

È stato osservato che i casi sarebbero da qualche giorno in diminuzione. Infatti si è registrato un picco il 13 gennaio e successivamente ci sono stati 5.200 casi il 15 gennaio e 8.200 casi il 17 gennaio.

Lo studio condotto in Israele

Il Wall Street Journal in particolare parla di una ricerca del Clalit Health Services, il più importante provider di assistenza sanitario in Israele. Secondo questo studio, si sono viste delle differenze in merito agli indici di positività di un gruppo di over 60 che aveva ricevuto il vaccino e di un gruppo che non lo aveva ricevuto.

Dopo due settimane, infatti, si sarebbe verificata una diminuzione dei tassi di infezione tra i due gruppi di persone corrispondente proprio al 33%. Dei numeri che farebbero pensare proprio all’efficacia del vaccino anti Covid che potrebbe essere rilevante anche in seguito alla somministrazione della prima dose.