La sedentarietà, lo sappiamo tutti, non fa bene al nostro organismo, non solo dal punto di vista fisico, ma anche per quanto riguarda la mente. A dare delle nuove informazioni sull’argomento è l’University College London, che ha effettuato uno studio proprio sul rapporto tra sedentarietà e sintomi depressivi, concentrandosi maggiormente sui giovani. La ricerca ha permesso di analizzare la situazione di oltre 4200 adolescenti.

Il collegamento tra attività fisica e depressione

I dati dello studio, che sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet Psychiatry, hanno permesso di comprendere che, maggiore è il grado di sedentarietà da adolescenti, più alto diventa il rischio di avere sintomi di depressione alla maggiore età. Si parla infatti nello specifico di sintomi come un umore non positivo e una diminuzione della concentrazione.

La ricerca in questione mette in evidenza le conseguenze negative dal punto di vista della mente anche in giovane età. Lo studio ha messo in correlazione l’attività fisica svolta regolarmente dai più giovani e la possibilità che questi avevano di manifestare dei sintomi depressivi al raggiungimento della maggiore età.

Il rischio di sintomi depressivi aumentava del 30%

I ricercatori in particolare hanno compreso nel numero delle azioni da considerare come attività fisica anche degli hobby ad intensità più leggera, come la camminata lenta o la pittura. Inoltre hanno preso in considerazione anche la quantità di attività più impegnative svolte quotidianamente, come la bicicletta o la corsa.

È stato osservato che i giovani di 12, 14 e 16 anni che conducevano una vita improntata alla sedentarietà avevano il 30% in più di rischio di sviluppare sintomi di depressione al raggiungimento dei 18 anni di età, anche con la perdita di interesse per differenti azioni della vita quotidiana.