I casi di morbillo sono triplicati nei primi sette mesi del 2019. È ciò che sostiene l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha operato un confronto fra i casi di malattia riscontrati quest’anno e quelli che invece si sono manifestati nello stesso periodo del 2018.

Le dichiarazioni degli esperti

Gli esperti dell’OMS fanno notare che a livello globale sono molte le persone a rischio. Un numero esorbitante, visto che si parla di milioni.

La situazione, secondo i responsabili dell’OMS, non è affatto da sottovalutare, perché in tutto il mondo si riscontrano molti focolai che rischiano di mettere sul banco di prova i sistemi sanitari. Non sono rari i casi in cui il morbillo arriva a provocare disabilità e decessi.

I dati del morbillo nel mondo

Nei primi sette mesi del 2019 sono stati segnalati più di 364.000 casi di morbillo in tutto il mondo. Nello stesso periodo dell’anno precedente i casi erano poco più di 129.000.

Il maggior numero è stato segnalato nella Repubblica Democratica del Congo. A seguire Madagascar e Ucraina. Una situazione molto grave quella del continente africano, che fa preoccupare gli esperti.

Infatti questi ultimi hanno fatto notare come in tutta l’Africa si è registrato un incremento del 900%. Nel nostro Paese sono stati segnalati 1.334 casi di morbilli complessivi relativamente al 2019.

Le regioni più colpite sembrano essere Lazio, Lombardia ed Emilia Romagna. È stato constatato che l’87% dei pazienti non era vaccinato. L’incidenza più elevata ha interessato la fascia di soggetti fra 0 e 4 anni.

Secondo gli esperti dell’OMS, la raccomandazione è quella di continuare con i vaccini, perché i portavoce dell’Organizzazione Mondiale della Sanità fanno notare che proprio la vaccinazione resta il metodo migliore per evitare la diffusione di questa malattia.

Sempre nel nostro Paese l’85% dei casi di morbillo ha interessato persone con un’età compresa fra i 15 e i 64 anni.