Uno studio condotto dall’Osservatorio Rsa dell’Università Cattaneo di Castellanza a Varese ha messo in evidenza un quadro molto significativo per quanto riguarda gli anziani che entrano nelle residenze sanitarie assistite. Aumenta sempre di più il numero degli ospiti di queste strutture e aumenta anche l’età media delle persone che entrano nelle Rsa. Infatti se nel 2013 l’età media era di 84,7 anni, nel 2019 si è arrivati a 85,9 anni.

Cambia la struttura delle famiglie italiane

Gli esperti che hanno condotto l’analisi hanno fatto osservare che sta cambiando la struttura delle famiglie italiane e con il tempo si potrebbero farne sentire sempre di più gli effetti. Infatti, se prima le donne si occupavano delle persone anziane del loro nucleo familiare, oggi la pressione sui servizi è aumentata.

Per il futuro si prevede che ci saranno sempre meno possibilità di usufruire di servizi all’interno del nucleo familiare ed è per questo che l’aumento delle persone anziane che accedono alle Rsa si fa sentire.

Che cosa bisogna fare per il futuro

Gli esperti hanno aggiunto anche che l’Italia non si trova al pari del resto dei Paesi europei, né per la residenzialità né per la domiciliarità. Infatti le Rsa contano in totale 270.000 posti letto, che non sarebbero sufficienti.

Ecco perché gli esperti continuano ad insistere sul fatto che si deve investire sia nell’assistenza domiciliare che nell’accoglienza residenziale. Infatti le due modalità non sarebbero da contrapporre, ma da vedere nell’ottica della complementarietà, per avere un unico obiettivo, che è quello di garantire il vivere bene alle persone anziane.