La popolazione, italiana e non solo, è sempre più anziana. Questo cambiamento, oggettivamente preponderante da qualche anno a questa parte (si fanno molti meno figli rispetto al passato), deve essere associato a delle necessarie nuove visioni di diversi aspetti della vita quotidiana. Uno di questi è senza dubbio l’edilizia.

Da circa tre anni, in Italia si è cominciato a parlare, anche grazie alla presentazione di progetti di ottima qualità, di senior housing. Cosa si intende quando si utilizza questo termine? Il senior housing altro non è che un approccio alla costruzione di case finalizzato a garantire il massimo comfort a chi ha raggiunto l’età senile, con un focus specifico per coloro i quali hanno superato i 75 anni di età.

La tendenza, che ha cominciato a prendere piede nei Paesi del Nord Europa, riguarda le case d’abitazione ma non solo. L’attenzione alla vita quotidiana di chi non è più nel fiore degli anni è sempre più centrale anche quando si parla della costruzione di residenze per le vacanze.

Senior co-housing: una tendenza da tenere d’occhio

Entrando nel vivo delle peculiarità del senior housing, è impossibile non chiamare in causa la tendenza del senior co-housing. Nel novembre 2019, per esempio, si è parlato della nascita, in quella fucina di innovazione che è Milano, di un progetto abitativo condiviso per persone della terza età, caratterizzato da spazi condivisi dedicati alla lettura e allo yoga.

Non c’è che dire: il senior housing si basa su presupposti molto semplici e, ovviamente, sulla necessità di rivolgersi a progettisti e designer di interni abili, consapevoli delle necessità del target con cui hanno a che fare, persone che hanno bisogno di confortevoli poltrone relax ma anche di poter utilizzare la stanza da bagno senza particolari difficoltà.

Un aspetto sul quale è opportuno soffermarsi a detta degli esperti è l’attenzione ai rapporti umani. L’anziano oggi non ha semplicemente bisogno di una casa d’abitazione o di un appartamento per le vacanze dove vivere all’insegna del comfort fisico. La qualità della vita, infatti, passa pure dal benessere mentale, che dipende tantissimo dalla condivisione degli spazi e dei momenti della giornata.

Proprio alla luce di questo aspetto, l’attenzione ai progetti di senior co-housing è sempre più alta anche in Italia, un Paese che, rispetto al resto d’Europa, è diversi passi indietro. Come dimostrano i dati di Ipso Korian diffusi da Il Sole 24 Ore a inizio 2019, in Italia solo il 6,4% delle costruzioni edilizie è rivolto in maniera specifica ad anziani autosufficienti.

La cultura della RSA come luogo dove spostare la quotidianità del soggetto di età senile nel momento in cui gli anni cominciano a rendere la vita problematica è forte ma, in poche parole, manca l’attenzione a chi, pur essendo considerabile anziano (per la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria bisogna aver superato i 75 anni per essere definiti tali), è ancora in forze e con la voglia di vivere un’esistenza piena e attiva.

I passi da fare sono tanti e riguardano anche l’aspetto normativo. Come specificato sempre dal quotidiano economico milanese nel gennaio dello scorso anno, gli aspetti appena citati sono chiari per quanto riguarda le RSA. E per quel che concerne il senior housing? In merito a questo ambito è il caso di parlare di una cultura di progetto che può crescere anche sulla base di sperimentazioni, attingendo a piene mani non solo dalle ispirazioni che arrivano dal mondo dell’edilizia abitativa, ma anche da tutto quello che riguarda le costruzioni di strutture ricettive.