Il tumore al colon potrebbe essere direttamente correlato ad un’alimentazione sbagliata che porterebbe a sviluppare questa pericolosissima malattia. Le considerazioni sono state elaborate a seguito di un boom di casi registrati negli Stati Uniti, là dove l’incidenza di tumori al colon è aumentata pericolosamente negli ultimi anni. In che modo una dieta sbagliata può portare a sviluppare tumori e come comportarsi, se questa supposizione dovesse essere confermata, per far fronte a questa problematica? Filomena Morisco, professoressa del Dipartimento di Scienza degli Alimenti dell’Università di Napoli Federico II, ha cercato di lasciare qualche spiegazione a riguardo.

L’incidenza dei tumori al colon negli Stati Uniti e in Italia

Il tumore al colon è una malattia tutt’altro che rara. Nonostante si possa pensare che l’incidenza di questa malattia sia piuttosto bassa nella popolazione, in realtà essa colpisce tantissime persone in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, a causa di quello che sembra essere un legame tra malattia e alimentazione sbagliata, c’è stato un boom di casi negli ultimi anni, con l’incidenza della malattia che è aumentata ulteriormente. Sono addirittura 80mila i casi in più che si sono sviluppati negli ultimi anni all’interno degli USA, con almeno il 6-10% di possibilità che questi siano legati ad un regime alimentare sbagliato.

Quanto all’Italia, invece, la situazione non migliora, e ha portato a cercare di intensificare maggiormente gli studi a riguardo, al fine di scongiurare ogni possibile pericolo relativo all’alimentazione scorretta: si tratta della terza tipologia di tumore più diffusa all’interno della penisola, che di solito trova fondamento maggiore in quelle persone che hanno più di 50 anni ma che, negli ultimi anni, si sta sviluppando anche nelle fasce più basse della popolazione.

Il legame che c’è tra tumore al colon e dieta scorretta

Quella della correlazione che c’è tra tumore al colon e alimentazione scorretta non sembra essere soltanto una semplice supposizione, ma una teoria che si basa su un preciso fondamento scientifico, dimostrato dalla tendenza degli ultimi anni che vede gli Stati Uniti protagonisti di un pericoloso aumento di casi: stando a quanto evidenziato da uno studio condotto dalla Tuffs University di Boston, la correlazione sussiste ed è verificata.

L’Università, infatti, ha analizzato tutti i casi di tumori al colon del 2015, mostrando che almeno il 5,2% di essi è causato da una dieta scorretta. I fattori principali sembrano essere, stando allo studio pubblicato su JNCI Cancer Spectrum, uno scarso apporto di cereali e legumi all’interno della propria dieta e un consumo eccessivo di carni processate, come insaccati e wurstel.

Le parole di Filomena Morisco della Federico II di Napoli

Gli studi effettuati negli Stati Uniti per dimostrare la correlazione che c’è tra alimentazione scorretta e tumore al colon interessano molto da vicino anche l’Italia, in virtù del fatto che quella del tumore al colon è la terza tipologia di tumore più diffusa all’interno della penisola.

Per questo motivo Filomena Morisco, professoressa del Dipartimento di Scienza degli Alimenti dell’Università di Napoli Federico II, ha affermato quanto importante sia un’alimentazione sana a proposito: “La popolazione percepisce il messaggio di sana alimentazione in maniera generica e superficiale, mentre questo studio stabilisce in maniera precisa il tipo e l’entità del rischio di tumore attribuibile alla dieta”. Secondo la professoressa c’è “la necessità di un approccio multidisciplinare alla malattia, con il gastroenterologo in posizione sempre più centrale”.

Anche il presidente della Sige, Società italiana di gastroenterologia e endoscopia digestiva, Domenico Alvaro ha voluto spiegare quanto importante sia l’alimentazione corretta: “un’arma di prevenzione straordinariamente potente, soprattutto se iniziata in giovane età. Se, associata ai programmi di screening, potrebbe abbattere il numero di nuovi casi nei prossimi anni”. Ulteriori studi potranno portare alla conferma di quanto verificato negli Stati Uniti.