L’uricemia è uno dei parametri da laboratorio che vengono misurati attraverso gli esami del sangue; nello specifico, esso serve a determinare la presenza di acido urico presente nel sangue. Non si tratta di un parametro casuale: l’acido urico, nel caso in cui sia presente in misura maggiore, può portare a dei disturbi fisici considerevoli.

Che cos’è l’acido urico e come si misura il suo livello nel sangue

Per comprendere perfettamente che cosa sia l’uricemia bisogna spiegare la funzione dell’acido urico nel sangue e come si misura il livello dell’acido stesso tramite analisi del sangue. In primo luogo, l’acido urico è una sostanza di scarto: precisamente, esso è una sostanza prodotta a seguito della degradazione delle purine, le due basi azotate conosciute con il nome di adenina e guanina.

L’acido urico circola liberamente all’interno dell’organismo o, generalmente, legato al ruolo delle proteine di trasporto e la sua espulsione, fondamentale per il livello di equilibrio all’interno dell’uomo, è garantita dall’azione del rene. Generalmente, ogni giorno vengono espulsi circa 650 grammi di acido urico (di cui 450 grammi tramite urine e 200 grazie alla digestione).

Se un paziente presenta dolori alle articolazioni piuttosto persistenti, il medico può ritenere opportuno effettuare un’analisi specifica del livello di acido urico per scongiurare il rischio di gotta. I valori normali di acido urico nel sangue devono essere compresi tra 4 e 8 mg/dl. 

Cause di uricemia alta e bassa

In base alla misurazione del livello di acido urico nel sangue, si può determinare un’eventuale presenza di iperuricemia (uricemia alta) o ipouricemia (uricemia bassa). Le cause, naturalmente, sono differenti.

Un grado di uricemia alta può essere determinato da problemi diuretici o da un’alimentazione che stimola un maggiore apporto purinico; la causa più comune è una ridotta escrezione renale, determinata da problemi diuretici o da un eccesso di etanolo nel sangue, che stimola l’aumento di purine nel fegato e di acido lattico, che tende a bloccare la fuoriuscita delle purine dai tubuli renali.

Siccome la produzione purinica dipende dalla superficie corporea, anche l’obesità può essere una componente determinante di iperuricemia, così come l’apporto di cibi che stimolano la produzione di queste basi azotate, come fegato, rene, asparagi acciughe, brodo e diversi tipi di sughi. A determinare un basso livello di acido urico nel sangue (ipouricemia) sono, soprattutto, patologie molto pericolose come malattie del fegato, anemia, alcune forme di tumore, nefropatie o acidosi lattica. Il basso livello purinico può essere causato anche da una cura farmacologica a base di cortisone o dalla gravidanza. 

Alimentazione da seguire per i livelli di acido urico

Gli alimenti da evitare per evitare livelli elevati di uricemia nel sangue sono molteplici, se il paziente è predisposto a iperuricemia. Considerata la conseguenza fondamentale di eccesso di acido urico nel sangue – la gotta – è fondamentale basarsi su un’alimentazione corretta per evitare rischi di ogni tipo.

Pertanto, i cibi da evitare sono: alcol in primis (dal momento che causa più rischi che possono portare a un eccesso purinico nel sangue), frattaglie (fegato, cervella o rognone), asparagi, selvaggina, bevande zuccherine, dadi da cucina, molluschi e frutti di mare e pesce azzurro di ogni tipo.