Il fumo è una pratica che, nonostante sia ormai da anni associata a diversi disturbi della salute, continua ad essere largamente diffusa nel mondo e in Italia. Se gli ultimi rilievi su scala mondiale parlano di una percentuale di fumatori intorno al 20% della popolazione, i dati nel nostro paese sono più precisi e si attestano all’incirca nelle stesse proporzioni. In occasione dell’ultima Giornata Mondiale senza Tabacco, appuntamento annuale che si tiene il 31 maggio, l’Istituto Superiore della Sanità ha pubblicato un report secondo cui in Italia i fumatori sono oltre 11 milioni, all’incirca un italiano ogni cinque.

I numeri sono impressionanti, e sono correlati da alcuni dati che dovrebbero portare a spingere per politiche diverse sul fronte della prevenzione e della lotta al fumo. Per esempio, emerge come le fumatrici siano aumentate del 24% nel corso di un anno e si registrino utilizzi abituali di tabacco anche nella fascia degli sportivi, che dovrebbe essere tradizionalmente la meno esposta.

Il fumo è sicuramente un vizio che non comporta particolari benefici mentre, al contrario, sono ben noti i suoi effetti nocivi. È infatti in stretta correlazione con l’insorgere di tumori, patologie aeree, problemi all’apparato digerente, a reni e cuore, invecchiamento precoce e ingiallimento dei denti, oltre ad aumentare il rischio dell’insorgere del diabete, secondo un recente studio.

Smettere di fumare è dunque la scelta consigliata, per tutta una serie di motivi. I cambiamenti che si avviano non sono immediatamente percepibili ma non per questo sono meno importanti: miglioramento della pressione del sangue, dei livelli di monossido di carbonio, della circolazione e della capacità polmonare, fino ad arrivare alla diminuzione dei rischi di ictus e infarto e ad un generale allungamento dell’aspettativa di vita, proporzionale al tempo che si è passato da fumatori e alla lunghezza del periodo di interruzione.

Purtroppo, smettere di fumare non è sempre semplice, e anche questo è uno degli aspetti pericolosi del vizio, ossia il suo superamento. Tuttavia, con alcune accortezze, possono sicuramente essere migliorate le probabilità di diventare per sempre un ex fumatore.

Come prima cosa è opportuno cercare di rendersi indifferenti rispetto agli stimoli esterni: pubblicità, film, foto e tutto quello che può essere associato a una visione del fumo “romantica”. Non è semplice, ma è un primo grosso passo nella direzione giusta. D’altra parte, fino a relativamente pochi anni fa il fumo non aveva alcuna connotazione negativa, e ci sono infiniti esempi di personaggi, di fantasia e non, ritratti con qualcosa relativo al fumo.

Uno su tutti è certamente Sir Winston Churchill, primo ministro britannico nei tempi della seconda guerra mondiale e leader capace di eccellere sia nei giochi da tavolo che nelle difficili vicende belliche: è noto che fosse un appassionato estimatore di sigari, ed è raro trovare una sua foto dove non ne abbia uno.

La dipendenza da tabacco è un fenomeno sia fisico che psicologico. Dal punto di vista fisico, la combustione del tabacco genera nicotina, che è strettamente legata al senso di dipendenza dal fumo: per ovviare a questo problema esistono cerotti o gomme da masticare che aiutano a combattere la dipendenza stessa. Possono sorgere altri problemi legati all’astinenza, come mal di testa o insonnia, che però sono destinati a sparire una volta superata l’assuefazione dell’organismo.

Dal punto di vista psicologico invece la dipendenza è data più che altro dalla routine: la pausa sigaretta, la sigaretta insieme al caffè o la prima dopo la colazione, oppure il gesto stesso di girare la sigaretta con tabacco e cartina sono una serie di azioni e circostanze che, volendo smettere di fumare, possono creare forti difficoltà.

A tal scopo si può pensare di sostituire, per esempio, la pausa caffè e sigaretta con un momento snack “diverso”; oppure, anziché il rito del girare la propria sigaretta si possono dedicare quei dieci minuti a una pausa di altro tipo, che dia lo stesso appagamento in grado di sostituire il bisogno che si sta combattendo. Sicuramente, è opportuno far sparire dai luoghi abitualmente frequentati qualsiasi posacenere o accendino: anche questi piccoli accorgimenti contribuiscono ad un esito positivo.

Infine, lo sport è un prezioso alleato nella lotta al fumo. Il movimento, agendo sul sistema circolatorio e respiratorio, è in grado di aiutare questi ultimi a riprendersi dopo anni di fumo, portandoli a regime di normalità. Va anche considerato che un fenomeno tipico della dismissione delle sigarette è proprio un aumento di peso, che può essere tenuto sotto controllo dalla medesima attività fisica.